ELSHEIMER Adam (1578 - 1610) Area classica I grandi maestri del colore ART REPRODUCTION
 
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ELSHEIMER Adam (1578 - 1610)
Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno 1578 - Roma 1610), fu un pittore e disegnatore tedesco, attivo per la maggior parte della sua vita a Roma. Con i suoi paesaggi l'artista pone delle costanti che saranno parte di molta pittura paesaggistica successiva come lo stretto rapporto della figura umana con il paesaggio, l'uso delle chiome degli alberi tondeggianti che si riflettono nelle forme delle nubi, il ruolo dell'acqua con i suoi riflessi, e l'uso della luce come elemento unificante e con un valore psicologico preciso.Figlio di un sarto compie la sua prima formazione tra il 1593 e il 1598 nella bottega di Philip Uffenbach a Francoforte influenzata anche dalla pittura di Gillis van Coninxloo e Lucas van Valckenborch. Dopo aver lasciato la sua città natale arrivò, via Monaco di Baviera, a Venezia, dove lavorò con Hans Rottenhammer, riprendendo da lui il gusto per i dipinti su rame, che mettevano in risalto i valori di trasparenza e levigatezza del colore trattato come uno smalto, n'è testimone il quadretto con la Sacra Famiglia e angeli del 1599, ora conservato a Berlino, dove si può vedere nella gamma cromatica accesa e a tre colori: azzurro-giallo-rosso, l'influsso delle opere dei Veneti: Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese. Nel 1600 si stabilì a Roma, convertendosi al cattolicesimo nel 1606 e restandovi fino alla morte, di questo periodo è l' Educazione di Bacco, ora conservato a Francoforte, un paesaggio con figurerete mitologiche, ancora legato alla concezione manierista del paesaggio olandese, derivata da Paul Brill, da lui conosciuto in città. In quegli stessi anni si interessò ai contrasti luministici delle opere del Caravaggio e ai paesaggi di ispirazione classica di Annibale Carracci, e del Domenichino, in modo da indirizzare la sua pittura verso composizioni di ampiezza monumentale, come nel paesaggio con l' Aurora, ora a Braunschweig nell' Herzog-Anton-Ulrich Museum, dove a una realtà idilliaca si mescolano motivi che si potrebbero definire romantici. Scrive Marco Chiarini: «Nella sua pittura avvertiamo infatti che l'elemento essenziale e caratterizzante è quello della comunione natura-uomo che ha sempre contraddistinto la pittura nordica». Del 1609 è il paesaggio notturno con la Fuga in Egitto ora conservato all'Alte Pinakothek di Monaco. Nel notturno con Filemone e Bauci, ora conservato a Dresda, uno dei primi quadri d'interno nel senso moderno del termine, il tema tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, viene trattata con un tono intimistico che dà vita a un mondo favoloso, dove gli Dei appaiono come un'apparizione concreta del divino. In Germania furono suoi seguaci: Johann König e Thomas von Hagelstein, mentre a Roma fece parte della sua cerchia Rubens. Rembrandt conobbe la sua opera attraverso Hendrik Goudt e il suo maestro Pieter Lastman. Per quanto riguarda la pittura di paesaggio fu lui a preparare la strada sia di Claude Lorrain sia dei paesaggisti venuti dall'Olanda, tra cui Cornelis van Poelenburgh, Bartholomeus Breenbergh, Jan e Jacob Pynas.

Fuga in Egitto
 
 
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